Le caratteristiche dell’asino ragusano sono state fissate dall’istituto di incremento ippico di Catania 1953, quindi una razza molto giovane anche se negli anni 30 e 40 veniva utilizzato come animale da soma e tiro. L’asino ragusano nasce da incroci e rinsanguinamenti tra l’asino di Martina Franca, l’asino catalano e quello di Pantelleria ritenuto estinto dal wwf. Questo tipo di asino veniva anche utilizzato per la produzione di muli che erano richiestissimi dai contadini locali. Durante la seconda guerra mondiale i muli derivati dagli asini ragusani venivano utilizzati anche duranti i conflitti trasportando sia armi che materiale di vario genere. Il carattere del “ragusano” è molto docile ma al contempo è molto energico e vivace animale longevo che in certi casi può arrivare a vivere tra i 40 e i 48 anni.
Oggi l’asino ragusano è una importante risorsa poiché produce un latte con caratteristiche molto simili al latte umano e sostituisce egregiamente altri tipi di latte naturale come quello di soia. Inoltre la riscoperta dell’asino ragusano ha fatto si che diventasse presidio slow food. Dalla carne del “ragusano” vengo fuori prelibatezze come lo stracotto, il salame e anche il carpaccio. Non è facile trovare questi tipi di carni poichè la macellazione avviene in media una volta a settimana e solo di un capo. La carne è ricca di ferro, di oligominerali con basso contenuto di colesterolo, ma soprattutto di glicogeno che né è presente il doppio di quello contenuto nella carne bovina. Questa è ideale per chi si sottopone a diete ipocaloriche ma anche per bambini, anziani e cardiopatici.
Il latte lo si può trovare più facilmente ma la produzione è sempre molto limitata vista l’esiguità dei capi (se ne contano circa 1500). L’estrazione del latte dell’asina ragusana avviene quasi esclusivamente a mano perché l’asina stessa deve essere stimolata dal suo piccolo (che vuole avere accanto) che con la suzione del capezzolo libera l’ossitocina e infine la fuoruscita del latte.

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